2 giugno: World Eating Disorders Action Day – Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari

 

“Pi√Ļ siamo in contatto con il corpo, pi√Ļ siamo in relazione con noi stessi.”

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In occasione della II¬į World Eating Disorders Action Day – Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari promossa dall’Academy of Eating Disorders e organizzata in Italia dalla SISDCA, anche Smile Life. vuole contribuire a mobilitarsi virtualmente per una maggiore consapevolezza e responsabilit√† dell’informazione e sensibilizzazione riguardante la problematica dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Teatralmente si vuole qui proporre l’immagine di un gioco simbolico e percettivo, una modalità creativo-espressiva di autorappresentazione di sé, portando a rileggere la favola di Eco e Narciso con sguardo diverso ed interpretativo dell’opera originale di Ovidio.

Passando ad analizzare il mito infatti possiamo partire dalla fanciulla della storia: Eco √® una ninfa, creatura immortale, gioiosa, triste, sentimentale, che sperimenta la vita. √ą giovane e bella, ma non ha la capacit√† di riconoscerlo, non ha occhi abbastanza forti e pieni da vedersi per come √®, chi √® e che cosa fa. Nonostante questo √® sempre viva e piena di sentimento, porta calore, accoglienza e rappresenta l‚Äôamore, ne √® la paladina consapevole, cura l‚ÄôAltro elogiandolo, preoccupandosi, dandogli tempo, spazio, occasione di essere, ma ne viene ferita poich√© non viene riconosciuta.
Eco canta ed il suo canto è un canto dell’anima, vitale, essenziale, fondamentale, necessario da sentire, da ascoltare: Eco rappresenta la nostra voce interiore, la nostra vera essenza, la nostra capacità di sentire il mondo.

Troviamo poi la figura antitetica di Narciso, giovane bellissimo, attratto dal mondo esterno, incurante del proprio sentire la propria vitalit√† interna, incapace di amare e concentrato sulla propria bellezza, sul proprio s√©: Narciso simboleggia l‚Äôego, √® occultato dal proprio roteare continuo di immenso egocentrismo, egoismo ed individualismo. √ą un giovane libero, senza dipendenze alcune se non quella per la propria immagine, che non ha rispetto dell‚ÄôAltro poich√© non lo conosce e lo rifiuta.
Narciso è un corpo congelato che sembra non accorgersi del tempo che passa e delle occasioni di vita che spreca nel non essere così sordo ed incapace di sentire: è la sua colpa primaria perché non conosce Altro all’infuori di sé.
D’altra parte Narciso rappresenta anche la bellezza di essere, la naturalezza, l’attitudine che non vengono sviluppate maggiormente perché è una figura che vive in un presente tutto suo, senza preoccupazione alcuna, senza progettualità di vita, senza sviluppo del proprio potenziale.

Questi due personaggi si prestano come parti da assumere nel nostro continuo spettacolo quotidiano: Eco e Narciso non riescono a comunicare, tra di loro è assente un legame, una connessione; rappresentano bene l’incapacità di conciliazione che possono avere anche il cuore e il cervello, il sentimento e la ragione, la bellezza interna e quella esterna nella nostra società contemporanea.

Negli adolescenti con DCA, Eco e Narciso sono pi√Ļ che mai figure, archetipi del loro modo di vivere, di affrontare il mondo e comunicare la presenza della malattia mentale.
La sofferenza psichica data dal rifiuto e/o dall‚Äôassimilazione in grandi quantit√† di cibo produce effetti devastanti sul corpo dell‚Äôadolescente ed √® quindi necessaria la presenza di¬†un efficace trattamento terapeutico che tenga conto non soltanto dei fattori di rischio nell’insorgenza dei DCA, ma anche e soprattutto dei fattori protettivi che possono andare a contrastare e a modificare il rischio della loro presenza.

Queste dimensioni di protezione si suddividono in:

  • fattori protettivi sociofamiliari: presenza di rete di supporto sociale, parentale ed amicale, una fruibilit√† dei servizi sociosanitari, capacit√† di gestione dei conflitti e delle relazioni soddisfacenti con almeno un componente delle famiglie d‚Äôorigine;
  • fattori protettivi genitoriali:¬†condizioni favorevoli di capacit√† di consapevolezza e rielaborazione degli eventi traumatici e di stress, abilit√† critica di ricostruzione della propria storia familiare, capacit√† di valutazione, di senso di inadeguatezza, di chiedere aiuto e di utilizzare i servizi sociosanitari, desiderio e voglia di migliorarsi, potenziale autostima e capacit√† empatica, possibilit√† di creare e ricreare relazioni buone a livello solidale e coniugale, attitudine alla risoluzione e al riconoscimento dei problemi e bisogni dei figli;
  • ¬†fattori protettivi individuali: buon livello di salute e d‚Äôintelligenza, capacit√† di rivolgere desideri e interessi e stabilire una buona relazione anche con i coetanei del sesso opposto, percorso di sviluppo che ha superato le normali crisi evolutive e che consente di far fronte alle situazioni problematiche, coscienza e riconoscimento del sintomo alimentare nel suo carattere psicopatologico costituiscono.

Necessarie a dare un’accezione positiva e potenziale di “mental skillness” (abilit√† mentale) alla “mental illness” (malattia mentale) e sovrapponibili con i fattori protettivi sopra citati sono le Life Skills individuate dall’OMS:¬†Autostima, Conoscenza di s√©, Conoscenza del proprio corpo, Consapevolezza emotiva, Fiducia, Empatia, Comunicazione, Socializzazione, Senso critico e Creativit√†.

Smile Life. vuole porre¬†l’attenzione e la promozione¬†della Creativit√†, –¬†punto di forza e base necessaria, capacit√† ed elemento proprio di ogni persona che ha bisogno di essere valorizzata nel percorso evolutivo e formativo di s√© – lasciando lo spazio e la forma in questa pagina¬†ad una mostra istantanea di fotografie e¬†immagini sul e del¬†Corpo, nella loro bellezza semplice, autentica, im-perfetta di Valore, Essenza, Vita.

Con il corpo si annullano le distanze, si abbraccia il tempo, si formano occasioni, relazioni, si racconta il vuoto e si manifesta il pieno della vita, l’attimo di un gioco, la creazione del nuovo, di un manifesto, di un figlio.
Con il corpo si tiene memoria delle cicatrici, della fragilità e della forza emotiva, del suono tremulo di una foglia, si registra la gioia primitiva della vita.
Con il corpo si d√† nome esterno all’interno di s√©, si addenta il sapore, si ascolta l’odore, si guarda l’infinito, si tocca il misterioso e si sente lo splendido vibrare dello spazio, della forma, l’essenza.
Con il corpo si grida e si tace, si offre conforto, gratitudine e pace ai bisogni pi√Ļ vicini e lontani, si manifesta l’amore e si conosce anche il dolore.
Con il corpo ci si carica e scarica, si ha bisogno di vacanza e riposo, di libertà e guarigione, si mettono radici nuove e ci si ricorda di celebrare quelle antiche, si forma lo spazio per stare bene da soli con se stessi e/o per essere (anche) famiglia.
Con il corpo si comunica e si crea, si crea movimento, stasi, momento, lacrime, colore d’arte, pittura e progetto, fotogrammi di voce, paura, rabbia, silenzio, timore, felicit√† e tristezza.
Con il corpo ci si dà la possibilità e la capacità di avere il coraggio di essere se stessi.

Così Smile Life. offre oggi un momento dove poter restare in con-tatto con noi stessi, nel vederci con consapevolezza e familiarità, con meraviglia e curiosità, dove sbirciare e riflettere nel vivere quotidiano, ancora e sempre, la conoscenza di chi siamo.
La fotografia è uno strumento potente e questa mostra vuole essere atto e azione di sensibilizzazione che  lancia come speranza e progetto per una consapevolezza e conoscenza di un Corpo che è Creazione, Movimento, Pace, Azione, Fragilità e Forza Vitale Pura.
E’ sempre un viaggio bello, unico, la ri-scoperta di noi stessi.
Del nostro corpo creativo.
Spazio, Forma e Vita quindi al corpo fisico ed emotivo qui rappresentato…

 

foto di Rolly
© foto di Rolly
© foto di M.B.
foto di Martina Bocchi2
© foto di M.B.
foto di Martina Bocchi3
© foto di M.B.
foto di Nicola Agnoletto2
© foto di Nicola Agnoletto
foto di Nicola Agnoletto3
© foto di Nicola Agnoletto
foto di Nicola Agnoletto1
© foto di Nicola Agnoletto
foto di Luce
© foto di L.A.
foto di Roberta Andreoli1
© foto di Roberta Andreoli
foto di Roberta Andreoli3
© foto di Roberta Andreoli
foto di Roberta Andreoli2
© foto di Roberta Andreoli
foto di FV1
© foto di F.V.
foto di FV3
© foto di F.V.
foto di FV2
© foto di F.V.
foto di BR1
© foto di B.R.
foto di MZ
© foto di M.Z.
foto di Lisa Merzi2
© foto di Lisa Merzi
foto di Lisa Merzi1
© foto di Lisa Merzi
foto di Francesca Puppola
© foto di F.P.
Scoprirsi, Davide Lamberti © foto di Mirko Isaia
Scoprirsi, Davide Lamberti © foto di Mirko Isaia
foto di EP2
© foto di E.P.
foto di EP2
© foto di E.P.
foto di Albi
© foto di A.K.P.
foto di Sofia Bucci
Nodi © foto di Sofia Bucci
foto di RZ
© foto di R.Z.
foto di Anna Serrato
L’abbraccio ¬© foto di Anna Serrato
foto di N.L.
© foto di N.L.
foto di Beatrice Sacco
Under my skin, under your skin © foto di Beatrice Sacco
© foto di L.M.
Sono stato così egoista
Conchiglia © foto di Gabriel Rambaud


Grazie a chi ha partecipato,
a chi ha letto
e a chi onora,
oggi e sempre,
il proprio corpo.

‚̧

“Silenzio al¬†giudizio
Valore al mio essere
Libertà emotiva
Il mio corpo di luce.”

© Enrica Pertile

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#WorldEatingDisordersActionDay
#WeDoActTogether
#BodyProject
#SmileLife

Bibliografia e sitografia

  • Montecchi, F., (2009). Il cibo-mondo, persecutore minaccioso: I disturbi del comportamento alimentare dell‚Äôinfanzia e dell‚Äôadolescenza. Per comprendere, valutare, curare, Milano: Franco Angeli
  • Recalcati, M., (1997). L‚Äôultima cena: Anoressia e bulimia, Milano: Mondadori
  • http://www.lifeskills.it
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Body Project “I’m in love with the shape of me”

Ogni anno in Italia il 15 marzo si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per una sensibilizzazione e informazione responsabile al problema dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).
I DCA sono oggi pi√Ļ che mai un problema di portata enorme: la sofferenza psichica data dal rifiuto e/o dall‚Äôassimilazione in grandi quantit√† di cibo produce effetti devastanti sul corpo dell‚Äôadolescente che congela la propria capacit√† e possibilit√† interna di sentire se stesso attraverso il fluire esterno del mondo.

E., una bambina di 8 anni, ieri mi ha detto che un suo compagno la chiamava “grossa balena” e lei ha saputo rispondergli semplicemente come meglio credeva in tutta schiettezza e onest√†: ¬ęNon importa se uno √® grasso o magro, l’importante √® essere se stessi!¬Ľ.

Per celebrare oggi, ma non solo, la possibilit√† e l’opportunit√† di essere se stessi,¬†Smile Life vuole lasciare e lanciare quindi qui il giusto Spazio, Apertura e opportuna Forma ad una riflessione sul Corpo:
-come veicolo e motore comunicativo;
-come materia ed essenza in connessione interna ed esterna continua;
-come strumento capace di creare reti, relazioni e legami;
-come collante creativo, sociale e culturale;
-come opportunità di essere, sentire e camminare tra i mondi;
-come valore ed elemento unico, totale e ricco.


Body Project
¬†“I’m in love with the shape of me.”

Smile Life vuole invitarvi a presentare un ringraziamento al vostro corpo, un grazie libero e sincero, attraverso uno spazio intimo e profondo che potete dedicare al vostro veicolo motorio. Come?

1. attraverso una riflessione e silenzio personale, riflettendo su alcune domande, quali possono essere, ad esempio:
-Come penso il mio corpo?
-Che pensieri gli offro?
-Che qualità di pensiero gli dedico?
-Come muovo il mio corpo?
-Che mi permette di fare?
-Qual è la storia del mio corpo?
-Cosa mi permette di essere il mio corpo?
Se se ne ha voglia, possibilità e libertà, tracciare su un foglio le risposte, o Рperché no? Рle future domande, date dallo stare in con-tatto con se stessi.

2.¬†dedicandovi un momento personale, delicato, fatto di incensi, profumi, candele, concedersi la pace di essere corpo, dando riposo al corpo, concedendogli tempo e spazio, coccolandolo con il cibo preferito, accarezzandolo dolcemente con oli, creme, ecc…

3. mediante la voce per cantare il corpo, urlare il diritto di essere e avere un corpo, muovere e dire il corpo in un campo, per strada, tra le mura di casa, attraverso parole, gesti e libertà sessuali, certo, godere del corpo!

4. costruendo un albero della gratitudine per il corpo: scegliendo in natura rametti, sassi, foglie, fiori caduti, utilizzando piccoli vasetti di vecchi fiori o piante, raccogliendo sassi piatti lungo il fiume, facendo uso del materiale di riciclo quotidiano come lana, farina, sabbia, colori. Dare forma e armonia al proprio albero, al proprio corpo, prendendosi cura delle parole che sopra s’attaccano come foglie.

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Alberi realizzati durante un percorso laboratoriale sulla creatività da ragazzine affette da Disturbi del Comportamento Alimentare.

5. dipingendo il proprio corpo con colori a tempera, dando pennellate variopinte alle mani, alle gambe, alla pancia, al viso, ecc…
Spesso e volentieri la pittura al corpo offre occasioni di condivisione e liberazione emotiva, lasciando fluire il proprio essere, creando possibilità e opportunità di arte e spirito.

6. guardando film, ascoltando canzoni, leggendo libri, vedendo opere di personaggi che hanno lottato nell’essere se stessi, nel difendere il proprio valore, che hanno utilizzato fino alla fine lo strumento e la ricchezza del loro corpo.

7. dedicandovi una serata, una bevuta, una mangiata, un ballo in compagnia e/o da soli in onore del vostro corpo.

8. cercando la storia del vostro corpo attraverso fotografie, racconti di genitori, nonni, amici, parenti; scattando foto ai movimenti, alle forme, alle parole e ai silenzi del vostro corpo.

9. partecipando a questo bellissimo Concorso artistico/letterario organizzato dal Collettivo Studentesco Identità Unite di Torino per ripensare il tema del corpo nella forma fotografica, grafica e poetica:  https://drive.google.com/file/d/0B-M1V_0dzbA0UWRlbWYtVFN4UmM/view

10. andando alla proiezione del film Food ReLOVution e alla conferenza di Thomas Torelli il 24 marzo a Isola Vicentina (VI) e/o il 26 marzo a Verona. Qui le info e il trailer del film: https://associazionevidyanam.wordpress.com/2017/03/01/food-relovution-24-e-26-marzo/

11. scrivendo una preghiera, un inno, un’ode, una poesia, una canzone o una lettera al proprio corpo, ricordando sempre, qui e ora, la sua sacralit√†.

12. amando. Amando te stesso/stessa. E le persone che hai vicino o lontano. Col corpo.

A giorni anche Smile Life vi lascerà un proprio personale ringraziamento del, al, per il corpo e vi chiede, se avete voglia, tempo e spazio, di partecipare, condividere ed inviare le vostre attività, pensieri, foto, poesie, colori, dubbi, domande, curiosità, silenzi e possibilità alla seguente e-mail: smilelifeproject@yahoo.com

“Il mio corpo √® fatto della medesima carne del mondo [‚Ķ] inoltre, di questa carne del mio corpo √® partecipe il mondo, esso la riflette, il mondo sopravanza su di essa ed essa sopravanza il mondo [‚Ķ] ci√≤ vuol dire: il mio corpo non √® soltanto un percepito fra i percepiti, √® misurante di tutti.”

-Merlau-Ponty

 

Un pensiero Felice (:

#SmileLifeProject